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Nell’accezione più diffusa, un MSP o Managed Service Provider è una realtà strutturata per erogare servizi IT in modalità gestita in un arco di tempo pattuito e con un livello di qualità del servizio garantito al cliente da contratto.

Il valore intrinseco di un MSP risiede, dunque, nella capacità di assumersi la responsabilità di quel che propone ed eroga e sul quale ha tutto l’interesse ad attivare un attento servizio di monitoraggio. In questo modo, potrà infatti intervenire solo “dove” e “quando” serve a fronte del corrispettivo di un canone fisso che, se per il cliente ha il vantaggio di rappresentare un costo certo, per un MSP si traduce ogni volta in un’entrata economica altrettanto sicura.

Se poi un Managed Service Provider decide di diventare “cloud-first” ha ancora più opportunità di far crescere il proprio business, perché sa per certo di potersi svincolare da onerose infrastrutture proprietarie per concentrarsi, invece, sulla creazione di servizi innovativi, utili a fidelizzare i suoi clienti.

Letto così, però, sembra che una piattaforma tecnologica equivalga a un’altra, che un cloud provider sia uguale a un altro. Ma è davvero così?

A dire il vero no, ma è difficile accorgersene finché va tutto bene.

Ci avete mai pensato? Nessuno si preoccupa mai di valutare lo stato dell’aereo su cui viaggerà quando compra un biglietto aereo. Nel soppesare l’acquisto sono sempre altri gli elementi che si finisce per considerare. Ma per quanto rilevanti possano essere tariffa, distanza dall’aeroporto, orario di imbarco, condizioni per il bagaglio a mano, posto in cabina, varietà di cibo e bevande offerte in volo… se l’aereo su cui viaggiamo ha un guasto, quel che prima ci pareva importante di sicuro ora non lo è più, perché quel che avrebbe dovuto funzionare e tenere in vita noi e il nostro business ha, improvvisamente, smesso di farlo.

Ebbene, nell’era del cloud, per un Managed Service Provider lo scenario raffigurato è più o meno uguale. Se, come fornitore di servizi gestiti all’avanguardia, vuole continuare a offrire ai suoi clienti gestione on-site delle workstation e dei server, servizi di help desk, firewall e remote monitoring delle reti in chiave di business continuity, deve assolutamente liberarsi dai limiti imposti da un’infrastruttura proprietaria, che richiede competenze gestionali specialistiche.

Nell’era della scalabilità nativa e on-demand, della virtualizzazione e dello sviluppo cloud-native del ciclo di vita delle applicazioni, allearsi con una cloud company dotata di asset, competenze specialistiche e processi, consente, infatti, a un MSP di non preoccuparsi della sicurezza del velivolo sul quale viaggiano i suoi clienti, per concentrarsi, invece, sull’offerta di servizi che, al pari di un check-in senza coda e della gentilezza e professionalità del personale a bordo, possono davvero fare la differenza.

A patto, naturalmente, di valutare il proprio “compagno di volo” che, oltre ad asset, competenze specialistiche e processi, deve anche assicurare a un MSP massima flessibilità, quest’ultima intesa sia come piena integrazione con le soluzioni utilizzate, sia come controllo totale sul cliente finale, perché non interferisce nel rapporto ed evita dinamiche di vendor lock-in.

Infine, se in aggiunta a tutte queste caratteristiche il cloud provider al quale un MSP lungimirante dovesse decidere di affidarsi fosse anche italiano, a pesare positivamente sulla sua scelta ci sarebbe anche tutta una serie di aspetti particolarmente differenzianti. La stessa lingua, tanto per cominciare, ma anche la vicinanza territoriale dei suoi data center, il medesimo fuso orario in caso di richiesta di intervento e, soprattutto, la tracciabilità giuridica dei dati.

Ci avete mai pensato?

Forse è ora di cominciare a farlo.

Per approfondire scarica il nostro eBook: MSP: perché è il momento di passare al cloud?

Nell’accezione più diffusa, un MSP o Managed Service Provider è una realtà strutturata per erogare servizi IT in modalità gestita in un arco di tempo pattuito e con un livello di qualità del servizio garantito al cliente da contratto.

Il valore intrinseco di un MSP risiede, dunque, nella capacità di assumersi la responsabilità di quel che propone ed eroga e sul quale ha tutto l’interesse ad attivare un attento servizio di monitoraggio. In questo modo, potrà infatti intervenire solo “dove” e “quando” serve a fronte del corrispettivo di un canone fisso che, se per il cliente ha il vantaggio di rappresentare un costo certo, per un MSP si traduce ogni volta in un’entrata economica altrettanto sicura.

Se poi un Managed Service Provider decide di diventare “cloud-first” ha ancora più opportunità di far crescere il proprio business, perché sa per certo di potersi svincolare da onerose infrastrutture proprietarie per concentrarsi, invece, sulla creazione di servizi innovativi, utili a fidelizzare i suoi clienti.

Letto così, però, sembra che una piattaforma tecnologica equivalga a un’altra, che un cloud provider sia uguale a un altro. Ma è davvero così?

A dire il vero no, ma è difficile accorgersene finché va tutto bene.

Ci avete mai pensato? Nessuno si preoccupa mai di valutare lo stato dell’aereo su cui viaggerà quando compra un biglietto aereo. Nel soppesare l’acquisto sono sempre altri gli elementi che si finisce per considerare. Ma per quanto rilevanti possano essere tariffa, distanza dall’aeroporto, orario di imbarco, condizioni per il bagaglio a mano, posto in cabina, varietà di cibo e bevande offerte in volo… se l’aereo su cui viaggiamo ha un guasto, quel che prima ci pareva importante di sicuro ora non lo è più, perché quel che avrebbe dovuto funzionare e tenere in vita noi e il nostro business ha, improvvisamente, smesso di farlo.

Ebbene, nell’era del cloud, per un Managed Service Provider lo scenario raffigurato è più o meno uguale. Se, come fornitore di servizi gestiti all’avanguardia, vuole continuare a offrire ai suoi clienti gestione on-site delle workstation e dei server, servizi di help desk, firewall e remote monitoring delle reti in chiave di business continuity, deve assolutamente liberarsi dai limiti imposti da un’infrastruttura proprietaria, che richiede competenze gestionali specialistiche.

Nell’era della scalabilità nativa e on-demand, della virtualizzazione e dello sviluppo cloud-native del ciclo di vita delle applicazioni, allearsi con una cloud company dotata di asset, competenze specialistiche e processi, consente, infatti, a un MSP di non preoccuparsi della sicurezza del velivolo sul quale viaggiano i suoi clienti, per concentrarsi, invece, sull’offerta di servizi che, al pari di un check-in senza coda e della gentilezza e professionalità del personale a bordo, possono davvero fare la differenza.

A patto, naturalmente, di valutare il proprio “compagno di volo” che, oltre ad asset, competenze specialistiche e processi, deve anche assicurare a un MSP massima flessibilità, quest’ultima intesa sia come piena integrazione con le soluzioni utilizzate, sia come controllo totale sul cliente finale, perché non interferisce nel rapporto ed evita dinamiche di vendor lock-in.

Infine, se in aggiunta a tutte queste caratteristiche il cloud provider al quale un MSP lungimirante dovesse decidere di affidarsi fosse anche italiano, a pesare positivamente sulla sua scelta ci sarebbe anche tutta una serie di aspetti particolarmente differenzianti. La stessa lingua, tanto per cominciare, ma anche la vicinanza territoriale dei suoi data center, il medesimo fuso orario in caso di richiesta di intervento e, soprattutto, la tracciabilità giuridica dei dati.

Ci avete mai pensato?

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