Netalia alla Genova Smart Week 2017

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GSWeek2017 22 novembre 2017

Ieri Netalia ha partecipato alla tavola rotonda “La parola alle Imprese” della sessione tematica “Impresa 4.0” nel secondo giorno della Genova Smart Week 2017. Sono stati tanti i temi affrontati e i progetti in atto da parte delle imprese. È stato un onore sedersi al tavolo con player di livello assoluto e condividere con loro e con una platea attenta e interessata la nostra visione del Cloud e della Digital Transformation.

Ecco il programma degli eventi e l’intervista ad Alberto Clavarino che riassume la visione di Netalia, il suo posizionamento particolare e spiega perché c’è una crescita esponenziale dei servizi Cloud.

Genova Smart Week è la settimana di eventi, incontri e iniziative dedicati alla Smart City. Un tavolo di confronto a livello internazionale sui temi dello sviluppo di una città innovativa e vivibile. L’obiettivo è di fare da collettore delle buone pratiche che aziende ed istituzioni stanno sperimentando nell’ambito dello sviluppo sostenibile dei territori e analizzare gli strumenti tecnologici e non per la creazione di una città smart e a dimensione umana. La settimana offre momenti di incontro e confronto tra la città e le aziende e gli enti del territorio; tra la città e i cittadini; tra Genova e gli ospiti internazionali che verranno per l’occasione a Genova dagli Stati Uniti e da altri Paesi; tra Genova e i rappresentanti di enti a livello governativo ed europeo.

 

SicurInsieme. Netalia sempre in prima linea per la sicurezza. Anche della nostra città.

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cubi sicurezza Bucci21 settembre 2017

Netalia è sponsor del progetto SicurInsieme promosso dal Comune di Genova e realizzato in tempi record da Aster. Un progetto che è stato portato avanti in tempi record per garantire la sicurezza dei cittadini dopo i recenti attacchi terroristici condotti con camion con le modalità purtroppo note e già viste a Nizza, Barcellona, Londra, Berlino. Netalia ha voluto essere in prima linea in questa iniziativa di sicurezza che vedrà, a tendere, l’installazione di altri cubi di arredo urbano che sostituiscono i blocchi di cemento antiterrorismo sistemati a fine 2016.cubi sicurezza Bucci 2

Leggete qui gli articoli sull’iniziativa:
GenovaPost
Il Secolo XIX
Il Secolo XIX
Ansa

Guardate il video dell’evento di presentazione alla stampa del 20 settembre.

Pagina facebook Marco Bucci per Genova

Il Cloud è un “porto sicuro”? Sì, con regole chiare e condivise

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24 novembre 2015

Ormai è assodato, la Corte Europea di Giustizia ha bocciato il Safe Harbour stabilendo che l’accordo internazionale non tutela a sufficienza i dati dei cittadini dell’Unione Europea. La decisione è stata ratificata in Italia dal Garante per la privacy che, il 6 novembre scorso, ha dichiarato decaduta l’autorizzazione emanata a suo tempo.

Questa decisione storica ha già iniziato a delineare un effetto a catena nel mondo della gestione e del trasferimento dei dati.

Per circa 15 anni – dal 2000 fino al mese scorso – il Safe Harbour ha rappresentato la soluzione di compromesso, un accordo estremamente utile che ha permesso alle aziende statunitensi di trasferire i dati dei cittadini europei nei Data Center in tutti gli Stati Uniti, dove le leggi sulla privacy sono più permissive, rispettando soltanto degli “standard sulla privacy” indicati dell’Unione Europea.

Le aziende che desideravano spostare una quantità maggiore di dati dovevano semplicemente dichiarare di sottoscrivere sette principi guida su come i dati venivano trattati, ma la sentenza della Corte di Giustizia Europea ha inviato un messaggio forte in base al quale i diritti di privacy degli utenti devono essere sanciti dalla legge e non abbandonati a una sorta di “autocertificazione”.

Che cosa vuol dire tutto questo per il mondo del Cloud?

Oggi le aziende che si affidano al libero trasferimento dei dati tra la EU e gli USA si trovano in una posizione difficile.

Da subito si è pensato che l’impatto maggiore avrebbe riguardato i vari social media basati in US ma, in realtà, organizzazioni come Facebook e Google hanno reagito rapidamente e hanno già affrontato la questione all’interno delle proprie organizzazioni.

Le ripercussioni sono in realtà maggiori e coinvolgono un numero consistente di imprese di piccole, medie e grandi dimensioni: dai servizi di file sharing nel Cloud come Dropbox, ai vari Cloud service provider, ai retailer che operano a livello globale e a qualsiasi altro business basato negli Stati Uniti che in qualche modo gestisca, archivi o abbia a che fare con i dati dei cittadini europei.

Se già le aziende guardavano con diffidenza all’utilizzo di servizi Cloud per paura di falle nella sicurezza e inadempienze nel rispetto delle normative, in questo periodo di transizione è indispensabile correre ai ripari. Da fine gennaio 2016, infatti, le aziende che continueranno a trattare dati italiani o europei secondo le regole del Safe Harbour incorreranno nelle sanzioni.

Mentre Stati Uniti e UE lavorano intensamente a un nuovo framework che offra maggiori salvaguardie per i dati europei e che comprenda, tra l’altro, la revisione dell’accordo su base annua, le aziende devono controllare attentamente le garanzie offerte dai propri fornitori Cloud o riorganizzarsi per assicurare la permanenza dei dati sul territorio europeo.

Un dato è certo, la decisione della Corte EU ha portato di nuovo alla ribalta il problema del controllo sull’ubicazione dei dati e ha implicato un aumento della complessità della gestione della sicurezza digitale su scala globale, con le imprese – in particolare le PMI – che non potranno, da sole, sostenere il peso di questi cambiamenti.

In uno scenario IT che diviene ogni giorno sempre più “liquido” è estremamente complesso definire con esattezza quali siano i dati sensibili da tutelare e comprendere in ogni attimo dove si trovano esattamente, come recuperarli, come sono gestiti, da chi e cosa possono rivelare o meno.

Per questo la cautela nella scelta del fornitore del servizio è sempre più rilevante, insieme alla necessità di definire livelli di servizio adeguati in termini di sicurezza e regole chiare e condivise.

Netalia ha scelto di dislocare la propria infrastruttura esclusivamente in Italia, per assicurare a Partner e Clienti la massima sicurezza nella rispondenza alle normative, anche per settori verticali particolarmente sensibili come il sanitario e la Pubblica Amministrazione. Inoltre, grazie alle caratteristiche del Cloud Netalia, in cui il servizio fornito si appoggia direttamente all’infrastruttura e non è associato direttamente a nessun server hardware dedicato al singolo Cliente, può proporre una soluzione di Cloud puro. Il Cliente usufruisce delle elevate caratteristiche di sicurezza, efficienza e affidabilità senza doverne mai affrontare l’elevata complessità, in un’ottica di semplificazione della complessità dei sistemi informativi delle medie e grandi imprese operanti sul territorio italiano.

di Michele Zunino, CEO di Netalia

Leggi l’articolo di Data Manager Online
Leggi l’articolo di BitMat
Leggi l’articolo di B2B Oresette

Il CNR sceglie il Cloud di Netalia.

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Ottobre 2014

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Accessibilità, flessibilità e scalabilità. Queste le basi su cui Netalia ha elaborato la sua proposta Cloud per l’Istituto per le Applicazioni di Calcolo del CNR.

L’Ente pubblico nazionale di ricerca che promuove lo sviluppo scientifico, culturale, tecnologico, economico e sociale italiano ha scelto di affidarsi a una soluzione Cloud di Netalia come alternativa a investimenti su un’infrastruttura di proprietà.

L’Istituto per le Applicazioni di Calcolo del CNR ha pianificato il rehosting di alcune applicazioni per garantire l’accessibilità a utenti dislocati in diverse sedi sul territorio.

La necessità è di poter disporre di una soluzione flessibile e scalabile, che consenta di replicare agilmente le architetture necessarie per il corretto funzionamento delle applicazioni e che possa essere facilmente e rapidamente estesa a fronte della crescita del carico di lavoro nel tempo. Il tutto con le garanzie di affidabilità e protezione dell’ambiente e dei dati necessarie a un Ente Pubblico per operare in sicurezza.

Netalia ha proposto una soluzione basata sul suo servizio top-level di virtualizzazione Cloud DATA CENTER, in grado di fornire performance ottimali con i massimi livelli di elasticità e scalabilità. Un servizio che si appoggia direttamente sull’infrastruttura Netalia e ne sfrutta le doti di sicurezza, ridondanza e Alta Disponibilità (HA).

Massimo Bernaschi, Dirigente Tecnologo dell’Istituto per le Applicazioni di Calcolo del CNR, parla così del Cloud Netalia: “Cercavamo una soluzione  che permettesse al team di lavoro di sviluppare i progetti e collaborare senza vincoli tecnologici. In Netalia abbiamo trovato un partner d’eccellenza che ci consente di godere della libertà del Cloud ai massimi livelli di standardizzazione e di affidabilità.”

Grazie alla tecnologia VMware, infatti, i servizi Netalia si integrano con le risorse IT esistenti, senza sostituirle, operando come un unico insieme e garantendo totale continuità operativa per soluzioni ad alto valore aggiunto che rispondono alle crescenti richieste di efficienza, agilità e flessibilità degli Enti italiani, anche in campo scientifico.

Accesso al Cloud più facile per la Pubblica Amministrazione. Netalia entra nel MEPA.

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Ottobre 2014

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Da oggi i servizi Cloud Netalia sono disponibili su MEPA grazie al distributore AGMultivision. Una scelta che conferma la vocazione di Netalia, 100% partner, e l’impegno congiunto nel portare servizi di qualità alla Pubblica Amministrazione.

Il Cloud, da nuovo modello di architettura, si è già affermato come imperativo strategico. Con Netalia la pubblica Amministrazione ha oggi la possibilità di seguire il cambiamento in tempo reale, senza rischi e con tutti i vantaggi che il Cloud può offrire. Una scelta di trasparenza e costante aggiornamento che si discosta dalle dinamiche di gara per offrire un servizio di reale qualità.

Come nelle aziende private, così nei servizi pubblici, l’ottimizzazione delle dinamiche organizzative è fondamentale per migliorare la fornitura dei servizi. Il Cloud offre sicurezza di infrastruttura e dati, strumenti specifici per le esigenze di collaborazione e condivisione interne e la possibilità di erogare i propri servizi in maniera efficiente e veloce. Inoltre, con Netalia, è possibile trasformare gli investimenti in infrastruttura, difficili da finanziare, in costi operativi pianificabili e facilmente ammortizzabili senza vincoli o lock-in.

Netalia è totalmente orientata al Cloud, con Data Center esclusivamente in Italia e una strutturazione di vendita attraverso il canale di partner. Tre punti fondamentali per garantire competenza specifica, totale protezione di ambiente e dati e chiarezza di relazioni. Requisiti indispensabili per la Pubblica Amministrazione che, con un solo interlocutore, può accedere a tutti i servizi di AGMultivision e al Cloud Netalia.

Guido Villa, CEO di AGMultivision, parla così di Netalia: “Siamo diventati distributori Netalia perché riscontriamo in loro, oltre ai benefici intrinsechi nel Cloud, gli stessi valori che, da sempre proponiamo ai nostri clienti: entusiasmo, passione e soluzioni innovative di alta qualità. – Dice – Abbiamo affiancato l’offerta Netalia alla nostra per proporre anche alla Pubblica Amministrazione la nostra visione condivisa della tecnologia come semplificazione”.

Due partner di eccellenza nel settore ICT per accedere a un’offerta a valore che alleggerisce la gestione dell’impresa pubblica.