Netalia alla Genova Smart Week 2017

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GSWeek2017 22 novembre 2017

Ieri Netalia ha partecipato alla tavola rotonda “La parola alle Imprese” della sessione tematica “Impresa 4.0” nel secondo giorno della Genova Smart Week 2017. Sono stati tanti i temi affrontati e i progetti in atto da parte delle imprese. È stato un onore sedersi al tavolo con player di livello assoluto e condividere con loro e con una platea attenta e interessata la nostra visione del Cloud e della Digital Transformation.

Ecco il programma degli eventi e l’intervista ad Alberto Clavarino che riassume la visione di Netalia, il suo posizionamento particolare e spiega perché c’è una crescita esponenziale dei servizi Cloud.

Genova Smart Week è la settimana di eventi, incontri e iniziative dedicati alla Smart City. Un tavolo di confronto a livello internazionale sui temi dello sviluppo di una città innovativa e vivibile. L’obiettivo è di fare da collettore delle buone pratiche che aziende ed istituzioni stanno sperimentando nell’ambito dello sviluppo sostenibile dei territori e analizzare gli strumenti tecnologici e non per la creazione di una città smart e a dimensione umana. La settimana offre momenti di incontro e confronto tra la città e le aziende e gli enti del territorio; tra la città e i cittadini; tra Genova e gli ospiti internazionali che verranno per l’occasione a Genova dagli Stati Uniti e da altri Paesi; tra Genova e i rappresentanti di enti a livello governativo ed europeo.

 

5 cose che non sapevi sul cloud (e che possono cambiare il tuo business)

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08 aprile 2016

Pubbli_Netalia-1024x623Il passaggio al cloud è una delle riflessioni più pressanti per l’IT aziendale: ci sono almeno 5 buoni motivi per affrontarlo, dalla maggior efficienza al minor consumo energetico, senza scordare la sicurezza.

Un’anteprima della doppia pagina di Digitalic dedicata a Netalia nello speciale Cloud di aprile. Scopri come cambiare il tuo business con il Cloud: 5 cose che non sapevi sul cloud (e che possono cambiare il tuo business)

Alberto Clavarino su RadioAchab per “Spunti IT”

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23 marzo 2016

immagine-twitter-achabAlberto Clavarino, direttore commerciale Netalia, racconta a “Spunti IT” in che cosa consiste l’offerta di Netalia, qual è il mercato di riferimento, qual è la strategia di go to market e perché scegliere Netalia.

Ascolta e scarica l’intervista su RadioAchab

Il Cloud è un “porto sicuro”? Sì, con regole chiare e condivise

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24 novembre 2015

Ormai è assodato, la Corte Europea di Giustizia ha bocciato il Safe Harbour stabilendo che l’accordo internazionale non tutela a sufficienza i dati dei cittadini dell’Unione Europea. La decisione è stata ratificata in Italia dal Garante per la privacy che, il 6 novembre scorso, ha dichiarato decaduta l’autorizzazione emanata a suo tempo.

Questa decisione storica ha già iniziato a delineare un effetto a catena nel mondo della gestione e del trasferimento dei dati.

Per circa 15 anni – dal 2000 fino al mese scorso – il Safe Harbour ha rappresentato la soluzione di compromesso, un accordo estremamente utile che ha permesso alle aziende statunitensi di trasferire i dati dei cittadini europei nei Data Center in tutti gli Stati Uniti, dove le leggi sulla privacy sono più permissive, rispettando soltanto degli “standard sulla privacy” indicati dell’Unione Europea.

Le aziende che desideravano spostare una quantità maggiore di dati dovevano semplicemente dichiarare di sottoscrivere sette principi guida su come i dati venivano trattati, ma la sentenza della Corte di Giustizia Europea ha inviato un messaggio forte in base al quale i diritti di privacy degli utenti devono essere sanciti dalla legge e non abbandonati a una sorta di “autocertificazione”.

Che cosa vuol dire tutto questo per il mondo del Cloud?

Oggi le aziende che si affidano al libero trasferimento dei dati tra la EU e gli USA si trovano in una posizione difficile.

Da subito si è pensato che l’impatto maggiore avrebbe riguardato i vari social media basati in US ma, in realtà, organizzazioni come Facebook e Google hanno reagito rapidamente e hanno già affrontato la questione all’interno delle proprie organizzazioni.

Le ripercussioni sono in realtà maggiori e coinvolgono un numero consistente di imprese di piccole, medie e grandi dimensioni: dai servizi di file sharing nel Cloud come Dropbox, ai vari Cloud service provider, ai retailer che operano a livello globale e a qualsiasi altro business basato negli Stati Uniti che in qualche modo gestisca, archivi o abbia a che fare con i dati dei cittadini europei.

Se già le aziende guardavano con diffidenza all’utilizzo di servizi Cloud per paura di falle nella sicurezza e inadempienze nel rispetto delle normative, in questo periodo di transizione è indispensabile correre ai ripari. Da fine gennaio 2016, infatti, le aziende che continueranno a trattare dati italiani o europei secondo le regole del Safe Harbour incorreranno nelle sanzioni.

Mentre Stati Uniti e UE lavorano intensamente a un nuovo framework che offra maggiori salvaguardie per i dati europei e che comprenda, tra l’altro, la revisione dell’accordo su base annua, le aziende devono controllare attentamente le garanzie offerte dai propri fornitori Cloud o riorganizzarsi per assicurare la permanenza dei dati sul territorio europeo.

Un dato è certo, la decisione della Corte EU ha portato di nuovo alla ribalta il problema del controllo sull’ubicazione dei dati e ha implicato un aumento della complessità della gestione della sicurezza digitale su scala globale, con le imprese – in particolare le PMI – che non potranno, da sole, sostenere il peso di questi cambiamenti.

In uno scenario IT che diviene ogni giorno sempre più “liquido” è estremamente complesso definire con esattezza quali siano i dati sensibili da tutelare e comprendere in ogni attimo dove si trovano esattamente, come recuperarli, come sono gestiti, da chi e cosa possono rivelare o meno.

Per questo la cautela nella scelta del fornitore del servizio è sempre più rilevante, insieme alla necessità di definire livelli di servizio adeguati in termini di sicurezza e regole chiare e condivise.

Netalia ha scelto di dislocare la propria infrastruttura esclusivamente in Italia, per assicurare a Partner e Clienti la massima sicurezza nella rispondenza alle normative, anche per settori verticali particolarmente sensibili come il sanitario e la Pubblica Amministrazione. Inoltre, grazie alle caratteristiche del Cloud Netalia, in cui il servizio fornito si appoggia direttamente all’infrastruttura e non è associato direttamente a nessun server hardware dedicato al singolo Cliente, può proporre una soluzione di Cloud puro. Il Cliente usufruisce delle elevate caratteristiche di sicurezza, efficienza e affidabilità senza doverne mai affrontare l’elevata complessità, in un’ottica di semplificazione della complessità dei sistemi informativi delle medie e grandi imprese operanti sul territorio italiano.

di Michele Zunino, CEO di Netalia

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Il Cloud secondo Netalia

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09 novembre 2015

Netalia sulla stampa di settore. Gli ultimi articoli.

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Webinar “Oltre la nuvola: il Disaster Recovery in Cloud”

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30 ottobre 2015

Logo_Netalia_VMSistemiOggi si è tenuto il webinar “Oltre la nuvola: il Disaster Recovery in Cloud”, in collaborazione con il nostro partner VM Sistemi. Chi si fosse perso la diretta, può rivedere qui la registrazione: Webinar_oltre la nuvola_il disaster recovery in Cloud

L’incontro, della durata di 60 minuti circa, si è focalizzato principalmente sull’approfondimento tecnico del Disaster Recovery in Cloud, con un focus sulla soluzione di Netalia implementata su tecnologia Zerto. A completamento dei lavori, una breve presentazione di come VM Sistemi e Netalia siano in grado di rispondere alle diverse esigenze delle aziende, attraverso soluzioni basate sulla tecnologia Cloud, per garantire la continuità del business.

 

Il Cloud è il nuovo web

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A cura di Michele Zunino, CEO di Netalia

Sono trascorsi più di 20 anni dall’avvento di Internet ma oggi ma sembrano essere passati secoli da quando inserivamo i floppy disc per salvare i dati o eravamo abituati ad attendere oltre un minuto per il caricamento di una pagina web.

Oggi viviamo nella società dell’informazione, che ha fatto di Internet la sua infrastruttura portante. In questo scenario, lo sviluppo della rete ha cambiato notevolmente il nostro modo di relazionarci con il mondo e il modo attraverso il quale elaboriamo le informazioni. Il web, infatti, ci ha dato la possibilità di imparare, conoscere, sbagliare e riprovare, ed è divenuto il catalizzatore della trasformazione e dell’innovazione trasformandosi in quello spazio dove si può confrontarsi e condividere idee, progetti e pensieri per cambiare lo stato presente delle cose e promuovere l’innovazione.

Il web è sempre più integrato nella vita quotidiana di ciascuno di noi, con la presenza pervasiva di queste informazioni, contenuti e servizi, distribuiti attraverso la rete Internet e fruiti in ogni momento della nostra giornata: a casa, in ufficio e in mobilità.
Questo è lo scenario sempre più esteso e complesso dove gli oggetti in rete si moltiplicano costantemente. Si tratta del famoso “Internet of Things”, cresciuto in Italia fino ad arrivare al valore di 1,55 miliardi di euro, secondo i dati dell’Osservatorio Italiano Internet of Things, e che nel 2014 contava già oltre 8 milioni di oggetti connessi tramite Sim cellulare (+33% sul 2013), ai quali si aggiunge il mercato delle app che usano tecnologie di comunicazione diverse, come Wireless, WiFi e Bluetooth.
L’internet delle cose cresce in modo esponenziale ed esce dai propri confini per trasformarsi in quello che possiamo oggi definire un “Internet of Everything” che connettendo dispositivi, persone, dati e processi produttivi, influenza e influenzerà in futuro aspetti sempre maggiori della nostra vita.

Siamo quindi giunti a un punto di svolta nella storia del web; a un livello di profondità che lo rende onnipresente e pervasivo. Quello che era nato come un approfondito sistema di ricerca e comunicazione per scopi militari, si è trasformato in un contenitore d’informazioni (web 1.0), per poi evolversi in strumento di interazione e relazione (web 2.0), un sistema che sempre più estrae informazioni personalizzate a seconda delle nostre scelte, per portarci infine verso un futuro digitale dai confini sempre più labili, dove la rete diviene parte integrante del tessuto quotidiano.

Quando si parlava di Internet, agli esordi, negli schemi e nei diagrammi pensati per spiegare la rete, spesso la si rappresentava come una grande nuvola di dati. Da qui al “cloud” il passo è stato veloce.
Il cloud computing è nato proprio da tecnologie come Internet, virtualizzazione e web, che sono state rimodellate allo scopo di creare una piattaforma di elaborazione che prescindesse da una localizzazione fisica e che fosse in grado di astrarre le risorse hardware e software impiegate. Come avviene con la connessione Internet, utilizziamo sempre più quotidianamente il cloud senza accorgercene: gmail, dropbox, gdrive, outlook sono solo alcuni dei tanti servizi che vengono erogati in cloud. Semplicemente non ce ne rendiamo conto!

In uno scenario dove il web scompare in quanto permea tutte le nostre relazioni e si trasforma in quotidianità, il cloud computing si appresta a percorrere una strada simile e rappresenta in questo momento il futuro della rete e di tutti noi, che alla rete accediamo ogni giorno.
Il cloud è la naturale evoluzione della rete perché è capace di mantenere le sue promesse di “democrazia”, garantendo disponibilità e accessibilità ovunque e in qualsiasi momento alle informazioni, in mobilità e online, l’indipendenza dalle periferiche e una maggiore sicurezza e scalabilità in base alle proprie esigenze.

Per le aziende il cloud rappresenta un cambiamento generazionale nell’evoluzione dell’IT e un’opportunità unica per acquisire un vantaggio competitivo strategico sia nella fruizione dell’IT che nell’erogazione di servizi. È la sfida da affrontare se si vuole accrescere la propria efficienza, accedere facilmente ai dati in maniera sicura, abbattere i costi di gestione, aprirsi all’esterno e ai device mobili senza rischi, con servizi personalizzati. La rivoluzione digitale, il futuro del web insomma, ora è e dovrà essere necessariamente “on cloud” e noi di Netalia, che abbiamo creduto nelle potenzialità del cloud sin dagli inizi, creando delle basi solide per poter garantire un servizio di alta qualità, vogliamo essere accanto alle aziende e accompagnarle in questo cambiamento.

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Netalia sceglie l’affidabilità dei Data Center di TelecityGroup Italia

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12 ottobre 2015

TelecityGroup.svgNetalia, il Service provider 100% Cloud, 100% Canale, 100% Italia, ha ampliato la propria infrastruttura fisica a supporto della sempre crescente domanda di servizi Cloud. Per questa operazione di potenziamento è stato scelto uno dei Data Center milanesi di TelecityGroup, provider di Data Center indipendenti dai carrier situati all’interno di numerose aree urbane europee.

Una scelta che permette a Netalia di garantire ai propri Partner e ai loro Clienti massimi standard di settore, affidabilità fisica e ambientale in una struttura italiana allineata alle normative internazionali. Un Data Center avanzato che risponde al codice EU di condotta per i Data Center ed è certificato ISO9001 e ISO27001 per la gestione della qualità e della sicurezza delle informazioni, ma anche ISO14001 per i sistemi di gestione ambientale, ed è conforme agli standard PCI-DSS e OHSAS 18001. TelecityGroup, inoltre, sta conseguendo anche la certificazione ISO50001 per il power management ed efficency per un miglioramento continuo della propria prestazione energetica.

Netalia si propone come una fabbrica che usufruisce di servizi di facility management e acquisisce tecnologie standard elaborandole per creare delle soluzioni da integrare nell’offerta dei Partner. – spiega Michele Zunino, CEO Netalia – Abbiamo scelto di investire ancora in TelecityGroup Italia, perché, con una base così solida, possiamo davvero offrire alle aziende IT tutti gli strumenti per guidare l’innovazione.

È importante – afferma Luca Beltramino, managing director di TelecityGroup Italia – che un Cloud provider come Netalia, che propone soluzioni specifiche per le medie imprese italiane, scelga i nostri Data Center per le caratteristiche di affidabilità, ridondanza, sicurezza e tutta quella serie di servizi a valore aggiunto che differenziano la nostra proposta. Questa collaborazione è un’ulteriore conferma che TelecityGroup Italia è il benchmark di riferimento per gli operatori di Cloud in Italia.

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Leggi qui l’articolo di 01net
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La sfida del cloud storage sui nuovi modelli di business.

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netappschemaIl dato è al centro dell’innovazione tecnologica e cresce a partire da Cloud e da internet.

NetApp punta a distinguersi nel campo del Cloud e nella sua visione include anche Netalia.

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Cloud ibrido: la risposta per gestire la complessità.

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Alberto ClavarinoIl punto di vista di Alberto Clavarino, responsabile vendite Netalia, sulla gestione degli ambienti complessi di medie e grandi imprese attraverso il Cloud ibrido.

La realtà è innegabile; i benefici offerti dalle soluzioni ibride sono unici. Unendo il meglio delle soluzioni private e pubbliche, le aziende possono garantirsi la sicurezza, la continuità e il controllo di cui hanno bisogno per i dati sensibili; sono contemporaneamente in grado di scalare rapidamente e a costi contenuti nel caso, all’ultimo minuto, si debba lanciare un nuovo servizio o una campagna di marketing.

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