Netalia alla Genova Smart Week 2017

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GSWeek2017 22 novembre 2017

Ieri Netalia ha partecipato alla tavola rotonda “La parola alle Imprese” della sessione tematica “Impresa 4.0” nel secondo giorno della Genova Smart Week 2017. Sono stati tanti i temi affrontati e i progetti in atto da parte delle imprese. È stato un onore sedersi al tavolo con player di livello assoluto e condividere con loro e con una platea attenta e interessata la nostra visione del Cloud e della Digital Transformation.

Ecco il programma degli eventi e l’intervista ad Alberto Clavarino che riassume la visione di Netalia, il suo posizionamento particolare e spiega perché c’è una crescita esponenziale dei servizi Cloud.

Genova Smart Week è la settimana di eventi, incontri e iniziative dedicati alla Smart City. Un tavolo di confronto a livello internazionale sui temi dello sviluppo di una città innovativa e vivibile. L’obiettivo è di fare da collettore delle buone pratiche che aziende ed istituzioni stanno sperimentando nell’ambito dello sviluppo sostenibile dei territori e analizzare gli strumenti tecnologici e non per la creazione di una città smart e a dimensione umana. La settimana offre momenti di incontro e confronto tra la città e le aziende e gli enti del territorio; tra la città e i cittadini; tra Genova e gli ospiti internazionali che verranno per l’occasione a Genova dagli Stati Uniti e da altri Paesi; tra Genova e i rappresentanti di enti a livello governativo ed europeo.

 

Il cloud per le imprese

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invitoAlberto Clavarino, direttore generale Netalia, è stato ospite il 25 gennaio di CoffeeTech, il format promosso da Confindustria Genova. È spettato a lui tracciare uno scenario della diffusione e adozione del cloud (pubblico, privato, ibrido), in Italia e nel mondo, sgombrando il campo dalla molta confusione che accompagna questi temi, anche tra gli addetti ai lavori. Il cloud è l’elemento abilitante dell’innovazione aziendale e delle nuove tecnologie: dai big data all’intelligenza artificiale, dall’Internet of Things alla robotica.

L’intervento ha messo in luce i vantaggi positivi dell’affidarsi al cloud e i trend di crescita sia a livello mondiale sia a livello italiano; Clavarino si è soffermato anche sulle insicurezze di alcune aziende troppo impaurite dal doversi “staccare” dai propri sistemi informativi on premise e affidarsi completamente alla tecnologia cloud. Come ha spiegato Clavarino, “il passaggio al cloud per molte aziende è ancora difficile da valutare come soluzione definitiva. Vi è anche una reticenza psicologica e culturale all’adozione del cloud: ‘Abbiamo sempre fatto così’, ‘Voglio vedere le mie macchine, sentire il rumore delle ventole’, ‘Desidero sapere dove sono i miei dati per tenerli sotto controllo’ sono frasi che ripetutamente ho sentito nei miei incontri commerciali”.

osservatorio_polimi_2016Quello del cloud pubblico è un mercato in forte crescita in Italia, che nel 2016 ha raggiunto un valore di 587 milioni di euro (dati Osservatorio Politecnico Milano). Il mercato italiano è indietro rispetto agli Stati Uniti di alcuni anni, non è ancora saturo e offre dunque buone possibilità di sviluppo. Sottolinea il direttore generale Netalia:I quattro player che dominano il mercato (Amazon, Microsoft, Google, IBM) sono la dimostrazione della forte domanda di soluzioni cloud.  Accanto a loro, c’è spazio per player nazionali molto focalizzati, piccoli, che garantiscano la localizzazione nazionale del dato e assistenza radicati sul territorio”.
I settori che oggi usano il cloud pubblico in Italia sono il manifatturiero, con una quota del 23%, il bancario con una spesa del 21%, Telco e Media (14%), GdO (10%), retail e utilities (9%) e infine le assicurazioni (5%) (dati Osservatorio Politecnico Milano).

5motiviI vantaggi per un’impresa nell’adozione del cloud sono almeno 5, ricorda Clavarino: il primo è la riduzione dei costi e il passaggio da una strategia Capex allo sviluppo di una architettura operativa Opex. Il secondo è la sicurezza dei dati: i cloud provider rispettano tutti gli standard regolatori di sicurezza. Il terzo vantaggio riguarda la flessibilità e agilità di sviluppo, con il cloud infatti è possibile adeguare rapidamente la propria infrastruttura allo sviluppo del proprio business. Il quarto vantaggio è la riduzione della complessità di gestione IT. Ultimo, ma altrettanto importante, è il fattore competitivo: l’innovazione in azienda passa attraverso il cloud, meglio dunque non restare indietro.

Guarda l’intervento sulla pagina Facebook di Confindustria Genova
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Startup4life, i vincitori della call for ideas di Bayer. Netalia sponsor tecnico

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bayer
Lo scorso 18 novembre 2016 si è tenuta a Milano la premiazione del concorso Startup4life, organizzato da Ameri comunicazione con il sostegno di Bayer. Nel corso dell’Open Innovation Day sono stati annunciati i vincitori della call for ideas dedicata al settore dell’alimentazione e dell’agricoltura, cui hanno partecipato oltre 200 aziende.

Ecco i premiati:
-Watssy, al primo posto, un sistema di sorveglianza dell’acqua degli allevamenti ittici.
-Dolcezza senza compromessi, un surrogato dello zucchero avente uguale aspetto e grado di dolcezza.
-Alga-Ready, un sistema di coltivazione delle alghe per scopi cosmetici e bio- combustibile.

Netalia ha partecipato in qualità di sponsor tecnico dell’iniziativa e ha offerto ai vincitori uno dei premi assegnati: un anno gratuito di cloud Netalia.

Netalia e DIBRIS (Università di Genova) insieme per un laboratorio di ricerca sul cloud

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dibrisFormazione e ricerca, partecipazione a programmi nazionali e internazionali, studio di metodologie innovative: grazie all’accordo quadro tra il cloud provider genovese e il dipartimento dell’ateneo nasce un fiore all’occhiello per lo sviluppo di progetti complessi, pronto a esportare la sua expertise su tutto il territorio nazionale.

Genova, 17 novembre 2016 – Netalia, il cloud provider italiano con sede a Genova, ha siglato un accordo con DIBRIS, Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi dell’Università degli Studi di Genova. Insieme realizzeranno un “laboratorio di ricerca congiunto per lo studio e lo sviluppo di tecnologie informatiche in ambito cloud”. La collaborazione riguarderà sia l’area della formazione sia quella della ricerca.

Formazione – Nel campo della formazione Netalia metterà a disposizione il suo know how per lo svolgimento di tesi di laurea, per organizzare interventi formativi per gli studenti, per studi, ricerche e attività didattiche a supporto a supporto del corso di Laurea Magistrale in lingua inglese in Computer Science centrato sul tema di Data Science and Engineering. È prevista inoltre l’organizzazione di incontri e seminari per l’approfondimento di temi specifici, lo svolgimento di stage presso la sede Netalia e la collaborazione nella preparazione di materiale didattico e nella definizione dei programmi dei corsi.

Ricerca scientifica
– Nell’ambito della ricerca scientifica, Netalia e DIBRIS potranno partecipare a programmi di ricerca nazionali e internazionali, svolgere attività di ricerca congiunta relativamente a tecnologie e metodologie innovative nel settore del cloud e portare avanti attività di ricerca finalizzate all’evoluzione dei servizi Netalia. Il cloud provider genovese, attivo su scala nazionale, metterà a disposizione la sua infrastruttura per la realizzazione di progetti di ricerca complessi legati alla data science da parte del DIBRIS.

“Definire un modello di collaborazione con DIBRIS è per Netalia l’inizio di un importante percorso. Intendiamo infatti estendere ad altri Dipartimenti dell’ateneo genovese e di altre università nazionali così come ad altri enti di ricerca la possibilità di comprender e diffondere le metodologie cloud. Netalia crede nel valore di una rete territoriale in cui il mondo imprenditoriale, di concerto con l’università, possa attivare dinamiche virtuose di crescita, economica e tecnologica”, racconta Michele Zunino, amministratore delegato Netalia.

Per il professor Alessandro Verri, Coordinatore del Corso di Studi in Informatica gestito dal DIBRIS, “Con questo accordo intendiamo aprire il nostro corso di Laurea alle imprese capaci di cogliere le opportunità legate allo sviluppo delle nuove tecnologie informatiche, come il cloud. Allo stesso tempo intendiamo promuovere nuove forme di interazione con l’impresa che consentano ai nostri studenti di toccare con mano i vantaggi di coniugare una solida preparazione metodologica con esperienze pratiche su temi e tecnologie avanzate”.

Netalia per Genova – Netalia nasce e ha sede a Genova: la valorizzazione e il potenziamento del legame con il territorio di cui è espressione sono parte della sua strategia di crescita. Per questo, oltre all’accordo con l’Università, Netalia collabora con le Scuole Superiori, in particolare con gli istituti tecnici, con l’obiettivo di formare professionisti informati e competenti, e aggiornare i docenti in un’ottica di allineamento sullo stato dell’arte della tecnologia, coerentemente con gli obiettivi del Piano Nazionale Scuola Digitale.

Informazioni su DIBRIS – Il DIBRIS è una struttura universitaria le cui attività di ricerca e formazione poggiano sui settori delle scienze e tecnologie Informatiche, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi. La missione del DIBRIS è promuovere e facilitare la creazione (ricerca), la trasmissione (didattica) e lo sfruttamento (trasferimento tecnologico) della conoscenza a livello nazionale e internazionale in tali ambiti.
Il DIBRIS coniuga competenze scientifiche e tecnologiche, configurandosi come dipartimento inter-scuola nell’ambito della Scuola Politecnica e della Scuola di Scienze MFN. Si pone quindi come punto di riferimento per le attività di ricerca, formazione e trasferimento tecnologico in questi settori.

La rassegna stampa dell’accordo:

LineaEDP – “Netalia e l’Università di Genova collaborano per un laboratorio di ricerca sul Cloud”
TechWeekEurope – “A Genova nasce un laboratorio universitario di ricerca sul cloud
Tribuna economica giornale di economia e finanza – “Netalia ha siglato un accordo con DIBRIS
Universitari.EU – “Netalia e DIBRIS (Università di genova) insieme per un laboratorio di ricerca sul cloud”§
01Net.it  – Netalia e Università di Genova insieme per lo sviluppo cloud
Genova24.it –  “Netalia e DIBRIS (Università di Genova) insieme per un laboratorio di ricerca sul cloud
BJ Liguria – “Netalia e DIBRIS insieme per un laboratorio di ricerca sul cloud
Liguria24 – “Netalia e DIBRIS (Università di Genova) insieme per un laboratorio di ricerca sul cloud
Mentelocale – “Università e impresa insieme per un laboratorio di ricerca sul cloud
Genova Impresa Settegiorninews
Il Giornale del Piemonte e della Liguria – “Progetto con l’Università d Genova dell’azienda di Michele Zunino Netalia e DIBRIS insieme per un laboratorio di ricerca” (cartaceo)

Archiviazione e gestione del dato: un fattore di competitività

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digitalic_memoriainfinita_titoloNel dossier storage appena pubblicato su Digitalic di maggio 2016 Michele Zunino, AD Netalia, racconta come il cloud apra la strada allo storage pressoché infinito, senza però scordare quali siano gli elementi fondamentali da tenere in considerazione, ovvero prestazioni, affidabilità e scalabilità del sistema storage:
“La capacità di memorizzazione è solo una delle componenti dell’investimento e deve essere correlata al tipo di applicazioni utilizzate. In funzione delle esigenze della singola azienda sono disponibili servizi che consentono di fruire di interfacce applicative diverse. Le prestazioni sono alla base della corretta pianificazione del sottosistema storage di una infrastruttura e devono essere gestite sulla base del carico applicativo a cui si intende sottoporre il sistema.
Altri elementi importanti sono l’affidabilità e la scalabilità del sottosistema storage. Nel primo caso per garantire la persistenza dell’informazione e la continuità del servizio applicativo, nel secondo per consentire un semplice aumento della capacità e delle prestazioni in linea con le progressive esigenze da parte degli utenti”.

5 cose che non sapevi sul cloud (e che possono cambiare il tuo business)

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08 aprile 2016

Pubbli_Netalia-1024x623Il passaggio al cloud è una delle riflessioni più pressanti per l’IT aziendale: ci sono almeno 5 buoni motivi per affrontarlo, dalla maggior efficienza al minor consumo energetico, senza scordare la sicurezza.

Un’anteprima della doppia pagina di Digitalic dedicata a Netalia nello speciale Cloud di aprile. Scopri come cambiare il tuo business con il Cloud: 5 cose che non sapevi sul cloud (e che possono cambiare il tuo business)

Alberto Clavarino su RadioAchab per “Spunti IT”

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23 marzo 2016

immagine-twitter-achabAlberto Clavarino, direttore commerciale Netalia, racconta a “Spunti IT” in che cosa consiste l’offerta di Netalia, qual è il mercato di riferimento, qual è la strategia di go to market e perché scegliere Netalia.

Ascolta e scarica l’intervista su RadioAchab

Il Cloud è un “porto sicuro”? Sì, con regole chiare e condivise

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24 novembre 2015

Ormai è assodato, la Corte Europea di Giustizia ha bocciato il Safe Harbour stabilendo che l’accordo internazionale non tutela a sufficienza i dati dei cittadini dell’Unione Europea. La decisione è stata ratificata in Italia dal Garante per la privacy che, il 6 novembre scorso, ha dichiarato decaduta l’autorizzazione emanata a suo tempo.

Questa decisione storica ha già iniziato a delineare un effetto a catena nel mondo della gestione e del trasferimento dei dati.

Per circa 15 anni – dal 2000 fino al mese scorso – il Safe Harbour ha rappresentato la soluzione di compromesso, un accordo estremamente utile che ha permesso alle aziende statunitensi di trasferire i dati dei cittadini europei nei Data Center in tutti gli Stati Uniti, dove le leggi sulla privacy sono più permissive, rispettando soltanto degli “standard sulla privacy” indicati dell’Unione Europea.

Le aziende che desideravano spostare una quantità maggiore di dati dovevano semplicemente dichiarare di sottoscrivere sette principi guida su come i dati venivano trattati, ma la sentenza della Corte di Giustizia Europea ha inviato un messaggio forte in base al quale i diritti di privacy degli utenti devono essere sanciti dalla legge e non abbandonati a una sorta di “autocertificazione”.

Che cosa vuol dire tutto questo per il mondo del Cloud?

Oggi le aziende che si affidano al libero trasferimento dei dati tra la EU e gli USA si trovano in una posizione difficile.

Da subito si è pensato che l’impatto maggiore avrebbe riguardato i vari social media basati in US ma, in realtà, organizzazioni come Facebook e Google hanno reagito rapidamente e hanno già affrontato la questione all’interno delle proprie organizzazioni.

Le ripercussioni sono in realtà maggiori e coinvolgono un numero consistente di imprese di piccole, medie e grandi dimensioni: dai servizi di file sharing nel Cloud come Dropbox, ai vari Cloud service provider, ai retailer che operano a livello globale e a qualsiasi altro business basato negli Stati Uniti che in qualche modo gestisca, archivi o abbia a che fare con i dati dei cittadini europei.

Se già le aziende guardavano con diffidenza all’utilizzo di servizi Cloud per paura di falle nella sicurezza e inadempienze nel rispetto delle normative, in questo periodo di transizione è indispensabile correre ai ripari. Da fine gennaio 2016, infatti, le aziende che continueranno a trattare dati italiani o europei secondo le regole del Safe Harbour incorreranno nelle sanzioni.

Mentre Stati Uniti e UE lavorano intensamente a un nuovo framework che offra maggiori salvaguardie per i dati europei e che comprenda, tra l’altro, la revisione dell’accordo su base annua, le aziende devono controllare attentamente le garanzie offerte dai propri fornitori Cloud o riorganizzarsi per assicurare la permanenza dei dati sul territorio europeo.

Un dato è certo, la decisione della Corte EU ha portato di nuovo alla ribalta il problema del controllo sull’ubicazione dei dati e ha implicato un aumento della complessità della gestione della sicurezza digitale su scala globale, con le imprese – in particolare le PMI – che non potranno, da sole, sostenere il peso di questi cambiamenti.

In uno scenario IT che diviene ogni giorno sempre più “liquido” è estremamente complesso definire con esattezza quali siano i dati sensibili da tutelare e comprendere in ogni attimo dove si trovano esattamente, come recuperarli, come sono gestiti, da chi e cosa possono rivelare o meno.

Per questo la cautela nella scelta del fornitore del servizio è sempre più rilevante, insieme alla necessità di definire livelli di servizio adeguati in termini di sicurezza e regole chiare e condivise.

Netalia ha scelto di dislocare la propria infrastruttura esclusivamente in Italia, per assicurare a Partner e Clienti la massima sicurezza nella rispondenza alle normative, anche per settori verticali particolarmente sensibili come il sanitario e la Pubblica Amministrazione. Inoltre, grazie alle caratteristiche del Cloud Netalia, in cui il servizio fornito si appoggia direttamente all’infrastruttura e non è associato direttamente a nessun server hardware dedicato al singolo Cliente, può proporre una soluzione di Cloud puro. Il Cliente usufruisce delle elevate caratteristiche di sicurezza, efficienza e affidabilità senza doverne mai affrontare l’elevata complessità, in un’ottica di semplificazione della complessità dei sistemi informativi delle medie e grandi imprese operanti sul territorio italiano.

di Michele Zunino, CEO di Netalia

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Il Cloud secondo Netalia

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09 novembre 2015

Netalia sulla stampa di settore. Gli ultimi articoli.

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Webinar “Oltre la nuvola: il Disaster Recovery in Cloud”

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30 ottobre 2015

Logo_Netalia_VMSistemiOggi si è tenuto il webinar “Oltre la nuvola: il Disaster Recovery in Cloud”, in collaborazione con il nostro partner VM Sistemi. Chi si fosse perso la diretta, può rivedere qui la registrazione: Webinar_oltre la nuvola_il disaster recovery in Cloud

L’incontro, della durata di 60 minuti circa, si è focalizzato principalmente sull’approfondimento tecnico del Disaster Recovery in Cloud, con un focus sulla soluzione di Netalia implementata su tecnologia Zerto. A completamento dei lavori, una breve presentazione di come VM Sistemi e Netalia siano in grado di rispondere alle diverse esigenze delle aziende, attraverso soluzioni basate sulla tecnologia Cloud, per garantire la continuità del business.